Apr 3

Qualche cambiamento minore per la nuova versione: un colore differente per migliorare la leggibilità, un file di configurazione completamente commentato per facilitare le modifiche, informazioni di copyright aggiornate nel file di greeter. La compatibilità è stata testata con successo fino alla risoluzione 1680×1050. Nei prossimi giorni dovrei riuscire a rilasciare una nuova versione di Acemone con la lista utenti, design e disposizione nuovi. Come al solito, clicca sul tasto qui sotto per scaricare.

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Some minor changes for this new version: different color for username/password label to improve readability, fully commented xml to make editing easier, edited copyright infos in the greeter file. Compatibility up to 1680×1050 resolution is tested and Acemone works without problems. A new version with userlist should come out in few days, with a new design and disposition. As usual, the button below will start your download.

Apr 2

Last.fm è un social network molto interessante che permette di condividere i propri gusti musicali e scoprire nuovi brani grazie alla sua radio. Per farlo, vengono registrate tutte le tracce che ascoltiamo, per generare classifiche. Per Windows e Mac OS X esistono plugin che ‘scrobblano’, ossia archiviano nella libreria, i nostri ascolti da Media Player e iTunes, ma per Linux? Bè, Amarok permette lo scrobbling, ma a non tutti piace (ad esempio, a me). Perchè non usare il semplice e pulito Rhythmbox? Jürgen Kreileder ci ha pensato per primo e ha scritto il plugin che permette lo scrobbling anche al media player di Gnome! Ovviamente dovete avere un account Last.fm e avere installato il pacchetto lastfm sul vostro computer. Lo so non è una notizia troppo nuova, ma non tutti sanno della possibilità e dove cercare 😉

(Le istruzioni per l’installazione non sono altro che la traduzione del blog di Jürgen, raggiungibile da qui)

Iniziamo con scaricare da ftp.gnome.org il sorgente di Rhythmbox, e dal blog di Jürgen la patch (link diretto).

Scompattiamo nella stessa directory il tutto e da terminale diamo:

patch -NEp1 < ~/scrobbler-v3h.patch

per poi compilare:

./configure
make install

Per gli utenti Ubuntu c'è una via più comoda, tramite la sua repository. Prima di tutto aggiungete la firma della repository di Jürgen:

wget http://blog.blackdown.de/static/gpg.asc -O - | \
sudo apt-key add -

Poi aggiungete, per Hardy Heron, le righe:

deb http://blog.blackdown.de/static/debian/rhythmbox/ hardy main
deb-src http://blog.blackdown.de/static/debian/rhythmbox/ hardy main

o per Intrepid Ibex:

deb http://blog.blackdown.de/static/debian/rhythmbox/ intrepid main
deb-src http://blog.blackdown.de/static/debian/rhythmbox/ intrepid main

a /etc/apt/sources.list, potete anche farlo da Sistema -> Amministrazione -> Sorgenti Software.

A questo punto potete dare semplicemente:

$ aptitude update
$ aptitude install rhythmbox

per installare la versione patchata. Buono scrobbling!

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Last.fm is a very interesting social network which let you share your favourite music and discover new songs thanks to its radio. It just collects data on your listenings, creating charts. Windows and Mac OS X have a plugin that submit these info while you are listening to the music with Media Player or iTunes, but Linux? Amarok can be a good choice, with its integrated scrobbler, but not everyone (like me) likes it. So, what about the simple and clean Rhythmbox? Jürgen Kreileder wrote the right plugin! You can easily install the scrobbler with the instructions in Jürgen's blog! Happy scrobbling!

Mar 21

Per festeggiare i 500 download del tema Acemone, ecco la versione più aggiornata! La 0.55 include un nuovo set di bottoni, con migliore definizione e integrazione con lo sfondo. Migliorata anche la disposizione degli elementi e modificato leggermente il codice per fare si che il tema si adatti a tutte le risoluzioni: se ci fossero errori nella visualizzazione, per favore, segnalate 😉 Clicca sul tasto qui sotto per scaricare.

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Party time: Acemone have reached 500 downloads! It’s also time to release the 0.55 version! Changelog: new button set, more detailed and artistic with a different position. Also code is slightly different to fit different screen resolutions: if you experience some trouble this this theme, please, report the bug 😉 Download will start clicking the button below.

Mar 21

Se ben ricordate qualche tempo fa parlavamo di Thinbook e del fatto che Dell inteva lanciare un prodotto per entrare nel mercato di questi gioiellini. Ebbene, Adamo di Dell è in vendita. Si tratta di un ultraportatile di design, con telaio in alluminio, 16,4 mm di spessore e 1,8 Kg di peso. La dotazione è quella di una macchina performante in entrambe le versioni ‘Ammira’ e ‘Desidera’. Per la prima vediamo un processore Intel Core 2 Duo da 1,2 GHz con tecnologia Centrino, 2 GB di RAM DDR3 a 800 MHz, disco a stato solido da 128 GB; mentre la più evoluta il processore è da 1,4 GHz e la RAM ammonta a 4 GB, oltre a avere integrato il dispositivo per la banda larga mobile. Entrambi vantano un display WLED senza bordi 16:9 da 13,4 pollici (alta definizione, risoluzione 720p), tastiera estesa con retroilluminazione e tasti metallici dalla linea ondulata, webcam da 1,3 megapixel e microfono digitale integrati, porta Display Port, 3 porte USB (1 combinata con eSATA), uscita audio e porta RJ-45 integrata, connettività via Bluetooth 2.1 e WLAN 802.11n. La durata dichiarata della batteria è di circa 5 ore, animate da Windows Vista a 64-bit. L’unica cosa stonata in questo prodotto è il prezzo: ‘Ammira’ parte da 1.899 €, ‘Desidera’ da 2.599 €. Personalmente, non sarebbe la mia scelta, anche perchè anche l’estetica non fa per me. Eccolo nei due colori Perla e Onice, decidete voi…

Dell Adamo Onyx Dell Adamo Pearl
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Certainly you remember the past article about Thinbooks and the Dell’s Adamo announcement: well, Adamo is finally out. It is indeed a design ultraportable thinbook, with an aluminium chassis, 0.65 inches thick and 4 lbs in weight. Dotation is quite good in both ‘Admire’ and ‘Desire’ verisons. Admire is equipped with 1.2GHz Intel Core 2 Duo Processor with Centrino technology, 2GB 800MHz DDR3 dual-channel RAM and 128GB solid state drive while the latter mounts a 1.4GHz CPU and 4GB of RAM, besides the mobile broadband module. Both have a 13.4-inch 16:9 (High Definition; 720p) WLED display without borders, full-size keyboard with back-lighting and metallic key cap design, an integrated 1.3 megapixel camera and integrated digital microphone, Display Port, USBx3 (1 eSATA combination), Audio Out and integrated RJ-45 port, connectivity via Bluetooth 2.1 and 802.11n WLAN. 5+ hours of battery life declared by manufacturer, powered by Windows Vista 64-bit. Good, good, isn’t it? Well, have a look to prices: starting from $1,999 for ‘Admire’ and $2,699 for ‘Desire’. Maybe I will not choose this as my future thinbook, beacuse also appeareance doesn’t meet my taste. Anyway, this is Dell’s Adamo, Pearl and Onyx version…

Dell Adamo Onyx Dell Adamo Pearl

Mar 19

Approfitto di un giorno di malattia per fare un bel passo avanti sul blog. Finalmente riesco a rilasciare un tema di login per GDM, il gestore del login più in voga sui sistemi Linux. Si chiama Acemone: è ancora una versione prematura, ma utilizzabile. Ringrazio tantissimo l’amico Eduardo Mejia per avermi permesso di usare il suo splendido sfondo ‘Amanecer’ per questo tema. Se volete andare a trovarlo e innamorarvi anche voi dei suoi splendidi artworks potete visitare il suo deviantArt. Un grazie va anche a Danilo ‘TheMirror’ Romelli, per la sua traduzione della documentazione sui tag dei temi GDM. Cliccate sul bottone qui sotto per scaricare il tema! :)

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Wow, it is my first GDM theme. GDM is the major Linux login manager, flexible and customizable. This theme is named Acemone: altough it is an early version, is usable and effective. I wanted to thank the friend Eduardo Mejia who let me use his amazing ‘Amanecer’ wallpaper for this theme. You really should visit his wonderful deviantArt page at http://eamejia.deviantart.com/, you will certainly love his artworks! Thanks also to Danilo ‘TheMirror’ Romelli for translating the GDM tags documentation! Click on the button below to download the theme! :)

Mar 5

Avevo promesso quest’articolo già da un pò, e finalmente eccolo qui 😉 Quando si prova Linux si resta sempre piacevolmente impressionati e la voglia di installarlo sul proprio computer è sempre molta. Ecco però che in men che non si dica arriva lo scoglio più grande: il partizionamento del disco rigido! Ed ecco che tutti i buoni propositi sfumano in pochi secondi, per paura di danneggiare l’installazione di Windows (che tanto resterà solo per qualche gioco 😉 ). Questa è una piccola guida nata dalla mia esperienza di installatore più che dai consigli delle varie distribuzioni, ma è applicabile a qualsiasi flavor di Linux scaricabile dalla rete, eccetto che per le mini-distro come Damn Small, Puppy, Slitaz e simili. Per queste arriverà un articolo che spiegherà come ottimizzarle con l’installazione su penna USB, che non solo va di moda, ma è estremamente comoda!

Prima di tutto, consiglio di usare un programma di partizionamento grafico, il buon vecchio GParted, che è presente in quasi tutti i LiveCD. Trovo più elegante partizionare prima di usare il CD per installare la distro, perchè ciò permette di controllare che Windows non abbia perso nemmeno un bit di dati, quindi scarichiamo il LiveCD di GParted, masterizziamolo con il nostro programma preferito (se non hai un programma di masterizzazione ti consiglio InfraRecorder, leggero e pratico!) e avviamolo! Non preoccupatevi delle varie opzioni di avvio, basta usare il default e di problemi non dovrebbero essercene. Inserite la vostra lingua preferita e la mappa della vostra tastiera quando vi verrà chiesto (digitate il numero che leggete nella lista e date Invio). La risoluzione standard funziona sulla maggior parte delle macchine, se non fosse il vostro caso, l’opzione Forcevideo è quello che fa per voi.

A questo punto, possiamo cominciare a lavorare. Selezioniamo il disco che vogliamo partizionare dal menù a tendina in alto a destra (aiutiamoci con le dimensioni del disco se ne abbiamo più di uno, se non abbiamo familiarità con i nomi delle periferiche assegnati da Linux).

Fase 1. Ridimensionare Windows: clicchiamo con il tasto destro sulla partizione e selezioniamo Ridimensiona/Sposta (come qui). Riduciamo le dimensioni della partizione fino a liberare circa 20 GB di spazio per una comoda installazione di Linux. Se pensate di usare principalmente Linux e non Windows, potete liberare anche più spazio, che finirà tutto nella vostra home 😉 IMPORTANTE: prima di ridimensionare la partizione ricordate che questa operazione può in realtà far perdere alcuni dati sparsi sul disco. Per far sì che non accada PRIMA deframmentate il disco rigido da Windows, per compattare il più possibile i dati. È una precauzione da prendere anche se non mi è mai successo di perdere dati in centinaia di formattazioni. 😉 Quando installeremo davvero Linux non toccheremo questa partizione. In pratica da così a così.

Fase 2. ‘Inscatoliamo’ la nostra installazione: sullo spazio non allocato selezioniamo Nuovo e creiamo una Partizione estesa (come puoi vedere qui) che conterrà tutte le nostre partizioni linux. Questo per evitare di raggiungere il numero di cinque partizioni primarie sul disco, che è il massimo possibile.

Fase 3. La swap: si tratta di una ‘RAM virtuale’. Le macchine meno recenti o con meno di un GB di RAM migliorano sensibilmente le loro prestazioni con una partizione di swap. Il mio consiglio è di inserirla comunque, un GB a una partizione di tipo linux-swap è un prezzo sostebinile 😉 Ovviamente dobbiamo scegliere partizione logica per inserirla dentro la nostra ‘scatola’. Non tocchiamo questa partizione quando installeremo Linux.

Fase 4. La partizione root: conterrà i dati delle applicazioni e del sistema, pertanto è piuttosto importante. Creiamo una nuova partizione, scegliamo nuovamente logica, come filesystem usiamo ext3 e settiamo 7 GB come dimensioni. Possiamo ovviamente darne di più se pianifichiamo di sfruttare più Linux che Windows. Durante l’installazione di Linux daremo a questa partizione il Punto di mount: / .

Fase 5. La Home: conterrà i dati personali degli utenti, le personalizzazioni e le preferenze del desktop. Per questo riceverà più spazio di tutti. Partizione logica, filesystem sempre ext3 e dimensioni di 12 GB (o il rimanente). Installando Linux questa partizione andrà montata su /home .

Fase 6. Scriviamo i cambiamenti sul disco: fino a questo momento non abbiamo toccato i dati sul disco fisso, ma premendo Applica tutte le modifiche verranno rese definitive.

Riavviamo il sistema e vedremo che Windows partirà senza problemi, al massimo si lamenterà dicendo che qualcosa è cambiato e farà partire Scandisk. Lasciatelo fare, non troverà problemi 😉 Ora che siamo tranquilli, avviamo con un CD o DVD e installiamo Linux sfruttando la nostra tabella di partizioni nuova fiammante. Vi ricordo di dire che volete partizionare manualmente, e di settare i punti di mount di root su “/” e della home su “/home”.

Buona installazione!

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I promised this post some time ago, and finally here it is! 😉 When you try Linux it is simple to get impressed and trying an installation is the first thing that occurs, until you freeze in front of the partitioning screen: ‘Can I damage Windows?’ is the question. This little guide about setting up the hard disk for Linux is good for you then 😉 All these passages works fine with any Linux distribution, except for mini-distros like Damn Small, Puppy, Slitaz and so on: another guide for installing them on USB-drive (fashionable and really, really comfortable) is coming to bring out the best of them.

First of all, let’s get a good partitioning software. I use always GParted, a graphical version of Parted, from a liveCD. Altough you can find it almost all distros, I rather set up the disk before using the ‘Linux installer’. So download GParted LiveCD, burn it on a CD with your favourite CD-Burner (if you don’t have one, a good choice is InfraRecorder, light and fast open-source burn software) and boot it. Don’t care about the boot options, standard options always work. Select your language and keyboard map when you are asked to do so (with the correct number from the list, then press Enter). Standard resolution works on most computers. If not, you should try Forcevideo, to start graphical environment. 😉

Now we are ready to partition our disk. Select the Hard Drive (like this) you want from the upper-right menu, the memory displayed for each disk can help you if you are not familiar with Linux device names.

Step 1. Resize Windows: right-click, then select Resize/Move (screenshot). Trim out about 20 GB from the partition. If you are planning to use mainly Linux, feel free to trim more space. This partition won’t be touched during Linux installation. WARNING: before resizing the Windows partition remember this operation can actually erase some data on your hard drive. In order to prevent this, run the Windows Defrag utility BEFORE starting the operations. In over a hundred of installations I never have such problems, but you should know that is possible. You can see the result oof this step in this screenshot.

Step 2. Make a ‘box’ for Linux: from the un-allocated space, select New and create an Extended partition (shot). It will be filled with our Linux partitions. This allow you to have more than five partitions on your table, despite the maximum of five Primary Partitions.

Step 3. Swap: it is a ‘virtual RAM’. Older machines or computer with less than 1 GB of RAM will perform better with a swap partition on your drive. Using it anyway is always a good choice to fasten your system: make a partition with linux-swap filesystem and 1 GB of size. Be careful selecting logic partition to create it in the ‘box’. During Linux installation you won’t need to touch it.

Step 4. Root filesystem: this will contain your application and system data, so it is quite important 😉 Create a new logic partition, set ext3 filesystem and 7 GBs of space. You can increase this value in fuction of your needs. During Linux installation set “/” as mount point.

Step 5. Home partiton: to be filled with personal data, preferences and desktop settings of the various users. Give it the remaining space, 12 GB or even more, if you can 😉 Again it will be a logic partition, ext3 filesystem. The mount point will be, obviously, “/home”.

Step 6. Write changes on the HD: now the partition table is ready to be written on the hard disk. Just press Apply (like here) and the disk will be set up in few seconds.

Reboot the system, watch Windows complaining about changes and running Scandisk, be sure that all is still in order. Your PC is ready for the penguin now. Boot your favourite distro and install it using your brand new partition table. Remember to edit manually the partitions when the installer ask you to do so and set the mount points for root and home!

Happy install!

Feb 23

Sta scoppiando una nuova moda tra i produttori di computer portatili: il Thinbook. Personalmente, non credo che questo nome sia stato utilizzato in relazione a questa generazione di nuovi prodotti informatici, quindi mi sento in dovere di spiegare cosa siano queste diavolerie 😉

Il Thinbook è un portatile con uno schermo piuttosto grande (dai 10.2″ ai 13.4″) rigorosamente di tipo led, disco a stato solido, buona dotazione di porte USB. E uno spessore inferiore ai due centimetri, combinato a un peso piuma intorno a un chilo. I punti forti di queste macchine sono l’ultraportabilità, la capacità di performare piuttosto bene (sicuramente più dei netbook che stanno spopolando in questi mesi), l’estetica essenziale ma ricercata. Il capostipite è stato senza dubbio il MacBook Air, splendido prodotto di casa Apple lanciato il 15 gennaio 2008, che però ha un prezzo non proprio popolare (1700 € non sono una cifra che tutti si posso permettere). L’inizio di un nuovo mercato.

I primi a cercare di lanciare un prodotto per questo target sono stati gli sviluppatori della AsusTek, con il S101 della famiglia Eee: un design ricercato, uno schermo estremamente sottile e brillante da 10.2 pollici (1024×600 pixel), disco a stato solido da 16 GB combinato a slot per scheda SD (SD da 16 GB inclusa, per renderlo più scattante ma senza accedere eccessivamente al disco SSD, allungandone la vita), LAN/WLAN/Bluetooth per la connettività. Il processo è un buon Intel Atom, il peso di poco più di un chilogrammo, lo spessore massimo di 25 mm. La batteria al litio composta da quattro celle garantisce un’autonomia intorno alle 5 ore. Qualche appunto negativo per la RAM, con un solo GB a disposizione. Le prestazioni sono piuttosto lontane dal gioiellino Mac, ma l’impegno della casa di Taiwan è molto e lo lancia anche in Italia nel novembre 2008 al prezzo di 599 € (complice la licenza di Windows XP). Eccolo a voi:

Asus Eee S101 Asus Eee S101 Asus Eee S101

Micro Star International, conosciuta come MSI, raggiungerà tra poco i compaesani con il lancio dell’ X-Slim 320, annunciato al CES 2009: questo modello vanta un processore Intel Atom 1.6 GHz, come il rivale, ma una RAM doppia, uno schermo da 13.4 pollici (1366×768 HiDef), il peso di 1,3 kg e lo spessore massimo di 19,8 mm. Da notare anche la connettività HSDPA integrata, oltre a LAN/WLAN/Bluetooth. Le USB sono tre, la batteria è anche qui quattro celle al Litio, l’autonomia simile. Non ho notizie riguardo il disco rigido equipaggiato, anche se è possible un disco SSD affiancato da un hard disk tradizionale, come nel fratello U115. Le finiture sono piuttosto fini e nel retro dello schermo è presente il marchio della casa retroilluminato. Sarà lanciato in Italia a breve e il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 650 € (800 $). Un’occhiata:

MSI X-Slim 320 MSI X-Slim 320

Dell invece ha già messo in vendita il suo Inspiron Mini 12: un modello a cavallo tra il netbook e il thinbook con uno spessore di 23,4 mm. Solito processore Atom, peso di 1.3 kg. Integra un lettore di schede 3-in-1, monta un GB di RAM, la batteria è a tre celle (autonomia di circa 3 ore). Il prezzo è di 450 €, licenza di Windows Vista (!!!) inclusa. Tuttavia la Dell ha annunciato un nuovo modello, ‘Adamo’: indiscrezioni vorrebbero che si tratti di un nuovo thinbook, decisamente più accattivante nel look. Vi terrò informati 😉 Qualche foto:

Dell Inspiron Mini 12 Dell Inspiron Mini 12

La notizia più interessante però viene dall’Italia, con il lancio a Maggio del 2009 del ‘Conte’ di Olidata, thinbook di design piacevole e ricercato. A differenza dei concorrenti il processore è un Intel Centrino Duo a basso voltaggio, la RAM di 3 GB, il display retroilluminato a LED da 13,4 pollici (in due versioni, 1280 x 800 16:10 o 1366 x 768 16:9), disco rigido a stato solido (probabilmente da 32 GB) o tradizionale (160 GB?), ma soprattutto uno spessore di massimo 21 mm, con un peso di 1.5 kg, compreso di batteria litio a 4 celle. Alle ormai consuete connettività si aggiungono moduli opzionali per WiMax e HSDPA, ma le bellezza di questo modello sta nei particolari: tastiera retroilluminata, puntatore multi-touch già pronto, finiture di pregio. Ha addirittura l’uscita HDMI per connettori ad alta definizione ed un accelerometro che può esser configurato sia per proteggere il disco fisso impedendo scritture mentre si scuote il computer ma anche come antifurto 😉 Il prezzo sarà inferiore ai 1000 €, compresa la licenza di Vista.

Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte

Bello vero? 😉

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A new fashion is invading the notebook market: the new frontier is the Thinbook. Maybe I’m the first who call this generation of electronic products this way, so let me explain what they exactly are.

Thinbook is a notebook with a quite large LED screen (10.2 to 13.4 inches), solid state disk, many USB ports. And less than 20 mm (0.8 inches)in thickness, combined with a weight about a kilogram (2.2 pounds). They are extremely portable, good performing (equal or better than widespread netbooks), essential but elegant design. In principle there was the MacBook Air, superb Apple product out on January 15th, 2008, but with an elite price: 1800 $. So, the business started.

AsusTek was the first manufacturer on the go, with the Asus Eee S101: refined design, bright and thin 1024×600 screen, 16 GB solid state disk and a SD Card slot for more storage memory (Asus includes a 16 GB SD Card with their thinbook), LAN/WLAN/Bluetooth connectivity. Equipped with a Intel Atom CPU, weights less than a kilogram and is max 25 mm thick. 4-cells lithium battery provides about 5 hours of life. Not so good instead is RAM, only one GB on this model. Performance are not comparable with the Apple’s jewel, but the price is interesting for such a machine: 816 $, with Windows XP license. Have a look:

Asus Eee S101 Asus Eee S101 Asus Eee S101

The other major Taiwan manufacturer, MSI, announced at CES 2009 the X-Slim 320: it has Intel Atom 1.6 GHz too, 2 GB RAM, a 13.4 inches screen with a 1366×768 resolution, 1.3 kgs in weight and 19,8 mm in thickness. It has also a HSDPA module on-board, besides LAN/WLAN/Bluetooth adaptors, 3 USB ports, 4-cell battery, similar to Asus S101. I have no news on the HD equipment, but is highly possible the same dotation of U115 (solid state disk and traditional hard disk). Elegant finitures and backlit MSI logo on the back of the screen. With a price about 800 $, it will be a nice thinbook at all. A sneak peek:

MSI X-Slim 320 MSI X-Slim 320

Dell’s Inspiron Mini 12 is already out. A mixture of netbook and thinbook, is 23,4 mm thick and weights 1.4 kgs. Same Atom CPU, is equipped with a GB of RAM, 3-in-1 card reader, 3-cell lithium battery pack (about 3h of life). 550 $ is the price, including Windows Vista (!!!) license. Anyway, seems that Dell has a surprise for us: there are rumors about the new ‘Adamo’, which should be their new fashionable thinbook. Good, since the Mini has a quite sterile design:

Dell Inspiron Mini 12 Dell Inspiron Mini 12

However, the most interesting news, this time, is from my Italy: Olidata ‘Conte’ will be out in May, 2009. A clear and chic design in max 21 mm (0.8″) of depth and 1.5 kgs (3.3 pounds) in weight, including the 4-cell battery. Besides the other thinbooks, it has a low voltage Intel Centrino Duo processor, 3 GB RAM, backlit 13.4″ LED display (in two versions, 1280 x 800 16:10 or 1366 x 768 16:9), solid state disk (16 GB?) or traditional hard drive (160 GB?). There are also optional modules for WiMax and HSDPA, HDMI out and acceleration sensor that prevents damages from writing on the hard drive while it moves or shakes (also detect other movements and can be used against thieves 😉 ). The price will be about 1250 $, including Vista license: would it be the Apple’s rival?

Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte Olidata Conte

Sure it is 😀

Feb 15

Il logo di Debian

Il logo di Debian

Una data suggestiva per il rilascio di Debian 5.0: dopo ventidue mesi di lavori e di sviluppo da parte di tutto il team, il 14 febbraio 2009 viene reso disponibile il set di immagini di installazione per ‘Lenny’, dedicata a Thiemo Seufer, manutentore di molti pacchetti e sostenitore principale del port di Debian per l’architettura MIPS, morto il 26 dicembre 2008, a seguito di un tragico incidente stradale.

Con questo rilascio Debian fa un salto in avanti davvero notevole: 12 architetture software, 4 desktop manager, più di 25.000 pacchetti per il sistema e per la prima volta la creazione di una mega-immagine per Blu-ray disk, contenente tutto il software disponibile. Anche questa volta sono davvero impressionato dalla bellezza del lavoro che è stato svolto.

Inizio subito con una curiosità: è stato rimosso il supporto per l’installazione da floppy disk, ormai obsoleto per molte macchine. Ma ciò non vuol dire che queste macchine sono state tagliate fuori dalla possibilità di usare Debian, anzi! Mi sono trovato con un datatissimo Acer Travelmate 313T con Windows98 per le mani, incapace di fare boot da CD, ma solo da floppy disk innestato su porta parallela: con Debian 4.0 sono stato obbligato a scaricare immagini raw da scrivere sui supporti da 3.5″, con perdita di tempo notevole. Oggi ho inserito l’alternate CD XFCE+LXDE del nuovo rilascio, ho avviato Windows e ho usato la nuova, splendida opzione ‘Avvio da Windows’ che permette al sistema di fare boot senza problemi direttamente da CD anche in macchine che non hanno questa possibilità non avendo che un lettore CD attaccato su PCMCIA. Niente dischetti in giro, niente immagini di dimensioni ridicole. L’installer parte subito, si può scegliere se usare la versione grafica o testuale (raccomandata per i vecchi PC/notebook come il povero 313T di cui sopra xD), normale o per esperti. Semplicità d’uso fatta installer: sono sorpreso e felice di vedere una soluzione così elegante e efficace. Ovviamente tutto ciò è possibile con ogni disco del set d’installazione, che può essere come al solito avviato anche normalmente selezionando il drive CD/DVD/BRDisk come prima periferica di boot. A questo proposito, nulla di nuovo, tutto funziona bene come sempre 😉

Le novità non si limitano ai pacchetti: introdotto un nuovo supporto per Java via OpenJDK/IcedTea, introdotti una serie di script e miglioramenti per i sempre più usati EeePC della Asus. Non so dare notizie sul supporto per i modem HSDPA e banda larga mobile, ma mi divertirò con i miei test e vi darò risposte in breve tempo 😉

Il consiglio è di provarlo. Ne vale davvero la pena, Debian è sempre una garanzia enorme e non si smentisce mai. Se non siete troppo pratici di Linux, usate una versione Live (che gira interamente su RAM, non scrive nulla sul disco fisso ma già da qualche indizio sulla bontà del sistema operativo) piuttosto che un’installazione completa. Siccome molte persone hanno un pò di paura a partizionare il disco rigido, spaventate dalla possibilità di rovinare l’installazione di Windows, a breve posterò una piccola guida per ‘preparare il disco a Linux’, per togliere un pò di dubbi 😉 A presto!

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Il logo di Debian

Debian logo

A suggestive date for Debian 5.0 release: after twenty-two months of working and developing, on February 14th, 2009 a disk image set for ‘Lenny’ installation is out. This release is dedicated to Thiemo Seufer, maintainer of several packages and the main supporter of the Debian ports to the MIPS architecture, died on December 26th, 2008 in a tragic car accident.

In this release Debian shows a radical improvement: 12 architectures, 4 desktop managers, 25’000+ packages and for the first time an impressive Blu-ray disk image with the whole software collection. It is simple to be impressed by the beauty of this work.

A curiosity: the obsolete support for install from 3.5″ disk had been removed. It doesn’t anyway mean that old machines are excluded from Debian hardware! I brought again to light an old Acer Travelmate 313T with Windows98 on the HD, unable to boot from CD: the only boot option is a parallel port floppy drive. Debian 4.0 leave no way except using the raw floppy images, slow and retro. The alternate XFCE+LXDE CD of 5.0 contains instead the brand-new ‘Start from Windows’, which allows the system booting directly from CD even in machines that hasn’t this feature or a PCMCIA CD drive. No floppies around, no ridicolous tiny images. The installer starts immediately and offers graphical or testual version (for old PC/notebooks like the poor 313T xD ), normal and expert mode. It’s really simple, elegant, efficient. Obviously this is possible with any disk of the installation set, also bootable as usual making your CD/DVD/BRDisk drive your first boot device. Nothing now about this feature, all works well 😉

News aren’t limited to packages: new support for Java compiling through OpenJDK/IcedTea, Asus EeePC scripts and customizations. I have no news on HSDPA or mobile broadband modems, but I will test some devices and give answers as soon as possible 😉

The right thing to do is: try it. Debian is a guarantee and makes no exceptions. If you are not a confident Linux user, try the LiveCD (it runs on RAM and doesn’t write a bit onto your hard disk, but gives some hints on a better computing experience) instead of a full install. Since many people are ‘frightened’ by partitioning the hard disk with Windows on, I will post soon a small guide for ‘set up the disk for Linux’ 😉 I hope you enjoyed this review! See you all!

Feb 12

Ok, lo so, non è una notizia nuova, e magari come primo post potevo inserire qualcosa di più originale. Ma ci tenevo molto a parlare di questo formato: è da quando ho iniziato a fare piccole animazioni che maledico la paletta ristretta delle gif. E quindi volevo (ri)presentare un formato che potrebbe cambiare radicalmente le immagini animate sulle pagine web: il controverso Animated Portable Network Graphics.

Intanto, cos’è APNG? È una modifica delle librerie standard di PNG, il formato che unisce la capacità di gestire l’opacità con una paletta colori a 24-bit. Traduzione: colori più fedeli, buon rapporto di compressione immagine, trasparenze. GIF non è in grado di gestire le opacità parziali nè di offrire una gamma di colori convincente dopo una conversione. Non mi sembra il caso di dover tirare fuori i tecnicismi sulla gestione dei fotogrammi da parte del formato, piuttosto mi sembra interessante spiegare come ottenere immagini APNG e come visualizzarle.

Al momento questo formato è visibile in tutto il suo splendore solo nei Web Browser FireFox 3 e Opera 9.5, oppure con due visualizzatori di immagini: xnView (link) e KSquirrel (della suite KDE). Questo perchè la libreria modificata per le APNG non è ancora stata incorporata in molti programmi: e qui c’è la nota dolente, ossia il fatto che l’unico editor disponibile ora è un’estensione di FireFox. Gimp, con mia immensa tristezza, non gestisce ancora il formato e le notizie che parlavano di un plug-in per inserire questa possibilità sono contraddittorie e frammentarie: niente di sicuro nell’immediato futuro, almeno. Quindi scarichiamo il nostro plug-in FireFox ver. 1.4 e usiamo gli strumenti a nostra disposizione. Almeno supporta Javascript per velocizzare le operazioni 😉

Dopo che avrete letto questo post sarete scettici e avrete in antipatia il povero APNG, ma sicuramente cambierete idea dopo aver visto questi esempi:

GIF:

APNG:

Quindi? A voi la scelta 😉

Spero che questo articolo sia piaciuto tanto a voi quanto a me scriverlo. Alla prossima!

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Ok, I know, it isn’t a fresh news, perhaps my first post should be anyway more original. But I really wanted to spend some words on this format. Since I started working with little animations I swear against the limited GIF palette. So I wanna show you (if you didn’t hear of it already) the format which might change radically the web-oriented animated images: the controversial Animated Portable Network Graphics.

First, what APNG is? It’s a modified library for PNG, with the feature that manage alpha channel (also partial) and a 24-bit color palette. Translation: vivid colours, good compression ratio, opacity management. I don’t want to write an article on technical specifications of frames in the filetype, I find more interesting explaining HOW to make a APNG and HOW to display them.

By now, you can appreciate fully these animations only with FireFox 3 and Opera 9.5 Web Browsers, or with two image-viewiers: xnView (link) and KSquirrel (KDE suite). This is because the extended PNG library is not already implemented in many programs: and this is the problem, since the only editor available for APNG is an extension of FireFox. Gimp (sadly) can’t manage the filetype e the news about a plug-in with this feature are confused so we won’t see anything in a short time. So let’s download the beta FireFox Plugin (requires FF3) at addons.mozilla.org and use available resources. Anyway, the plug-in has a support for Javascript to fasten operations when you create an animation 😉

After this post I’m sure that you will be sceptical about APNG, but have a look at thos examples:

GIF:

APNG:

So? What do you think? 😉

I hope you liked this article as I liked writing it. See you soon! 😉

Feb 1

Il blog di the.dark.side, conosciuto anche come Siddolo o Shaili è finalmente accessibile. Troverete su questo blog un pò di tutto: dalla grafica (e un dovuto grazie va a Gimp), ai giochi di ruolo on-line (veloce pensiero a TheManaWorld, progetto che adoro e supporto), a notizie sul mondo Linux (come trascurare il mio life-style informatico?) e open-source in genere. E, perchè no, qualcosa su di me, quando serve/c’è qualcosa di importante da dire. Buona frequentazione a tutti!

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The blog of the.dark.side, also known as Siddolo or Shaili, is finally up. You will find here every kind of stuff: from graphics (specially with Gimp, with some free-lance tutorials written by myself), to MMORPGs (TheManaWorld, a beloved and supported project released under GPL), to Linux-related news (I simply cannot  forget the OS that changed my relation with PCs) and other kind of open-source projects. And some news on me too, why not? 😉 Have fun and stay tuned!

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